Notizie Adnkronos

SE IL MIO BLOG VI PIACE VOTATEMI QUI:

PROGRAMMI GRATIS DA SCARICARE


venerdì, 07 aprile 2006, ore 14:43

Giusto per capire cosa pensano i giornali esteri dell' Italia.

Domani uscirà l'Economist, settimanale inglese LIBERALE,  con questa copertina:

economist

è ora che l'Italia licenzi Berlusconi.

E stesse considerazioni fa Le monde nel suo sito.

baronerik
giovedì, 23 marzo 2006, ore 18:03

E' prevedibile che tra 25 anni non ci saranno più guerre per il petrolio, ma guerre per l'acqua.

acqua

Sembra strano fare una guerra per l'elemento più semplice che esista, per l'elemento più presente sulla terra, eppure è cosi.

Ormai il problema dell'acqua, risorsa indispensabile per la vita umana, è vista in tutto il mondo con una crescenti preoccupazione, in quanto negli ultimi anni c'è stato un forte calo.   Un'analisi delle cause della riduzione delle risorse idriche mondiali e delle prospettive ambientali, economiche, sociali e politiche che tale riduzione comporta, è fornita da due studiosi canadesi, Maude Barlow e Tony Clarke in un loro libro, "Oro blu". Secondo questi ricercatori, già oggi 1,2 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e 1/3 della popolazione mondiale vive in condizioni di stress idrico, nel 2025 saranno 5,5 miliardi (circa i 2/3 degli abitanti del pianeta) le persone a rischio idrico. L'allarme, ovviamente, riguarda soprattutto quelle regioni tradizionalmente povere di acque, ma non risparmia neanche aree con maggiore disponibilità, minacciate dalla crescita demografica e dal saccheggio indiscriminato che se ne fa.  Una particolare attenzione è riservata alla strategia di mercificazione delle acque, su cui prosperano gli appetiti delle multinazionali del settore, e alle iniziative di lotta che gli abitanti del pianeta possono intraprendere per riappropriarsi di una risorsa fondamentale per la vita. Uno dei fattori di crisi è il forte sviluppo demografico con una popolazione mondiale che aumenta di 85 milioni di persone all'anno e che richiede quantitativi di acqua dolce sempre maggiori, ma non solo.  Anche di saccheggio e sperpero delle risorse naturali. Il consumo globale di acqua raddoppia ogni 20 anni, ad un tasso quindi più che doppio rispetto alla crescita della popolazione mondiale. Ma il fattore crisi più grave riguarda l'uso sproporzionato che si fa dell'acqua e che porta alla scomparsa dei laghi, fiumi che non riescono più ad arrivare al mare, falde sotterranee che si assottigliano. Ad aggravare gli effetti dell'azione diretta dell'uomo ci sono le ricadute dell'azione indiretta: il riscaldamento del pianeta, la deforestazione, l'urbanizzazione, la riduzione delle zone umide, che complessivamente riducono la capacità di accumulo e conservazione di acqua dolce. E, sul piano qualitativo, incidono pesantemente le diverse forme di inquinamento legate alle attività umane, che riducono ancor più la disponibilità di acqua dolce. Tutto ciò ha portato l'acqua a diventare un bene prezioso, economico, commerciale e ciò ha fatto in modo che fosse possibile applicare all'acqua regole sul libero mercato affermate dal WTO o da accordi locali.

Secondo Barlow e Maude la lotta per la difesa dell'acqua  deve partire dal basso, dalle comunità locali, che sono le prime interessate ad una gestione oculata e conservativa della risorsa acqua, avendo i governi abbracciato la globalizzazione economica.  Ci sono numerosi esempi di movimenti di base che sono riusciti ad ostacolare la costruzione di dighe, la privatizzazione dei servizi (questo è successo anche qui, a Napoli, dove era passata una delibera che prevedeva la privatizzazione del servizio, ma dopo una lunga lotta a cui hanno partecipato anche personaggi come Beppe Grillo e soprattutto padre Alex Zanotelli, siamo riusci a farla ritirare), l'esportazione di acque, la contaminazione delle falde a causa delle attività industriali (vedi quello che è successo nel 2002 quando la popolazione di Plachimada (India) è insorta contro una fabbrica di coca cola perché gli impianti della multinazionale stavano prosciugando i pozzi e contaminando le falde acquifere della zona), estrattive, agricole.

L'acqua non deve più essere considerata una merce, ma deve ritornare ad essere un bene pubblico, di cui tutti devono potrerla utilizzare in base alle proprie necessità. In tale prospettiva può anche esserne fissato un “prezzo equo”, tale comunque da garantire a tutti una quantità minima indispensabile e, oltre tale soglia, dissuasivo dagli sprechi.



baronerik
giovedì, 23 febbraio 2006, ore 19:54

In questo periodo si stanno svolgendo le olimpiadi invernali a Torino.

Fiaccola_Olimpica_2006Grande clamore hanno destato i vari tentativi fatti per lo spegnimento della  fiaccola.. Si è detto di tutto su questo, tranne il motivo per cui è stato fatto.

Nonostante sia un NO-TAV ed un NO-GLOBAL, come potete leggere qui a fianco, non posso essere daccordo con questi tipi di manifestazione, e credo che la maggior parte dei no-global lo sia. Per un paio di semplici motivi, il primo è che non credo che sia il miglior modo per ottere il risultato sperato e per far conoscere le proprie idee, secondo perchè si finisce per passare dalla parte del torto, per quelli cattivi, che vogliono solo distruggere che vogliono solo fare casino, per quelli che hanno infangato lo spirito olimpico.

Credo che sarebbe stato meglio manifestare in un'altro modo, meno eclatante, ma forse più efficace. In modo da far capire che lo spirito olimpico non lo abbiamo ucciso noi no-global, ma quelli che hanno deciso di trasformare i Giochi Olimpici da  evento nato per celebrare la pace e la fratellanza tra i popoli, in merchandising, facendoli sponsorizzare da una multinazzionale, la coca cola, accusata di violazione di diritti umani e per essere la mandate di ben 8 omicidi in Colombia ("Coca Cola Crimes”, servizio di Antonio Mazzeo pubblicato su www.terrelibere.org); di aver prosciugato e inquinato falde acquifere in India (dal "dossier sulla Coca Cola in India" su www.nococacola.info), ecc ecc.

 teschio_torcia

 

 

baronerik

SE IL MIO BLOG VI PIACE VOTATEMI QUI:

PROGRAMMI GRATIS DA SCARICARE

Google PageRankâ„¢ - Votre PR avec GOOD Internet.net