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...il popolo no-global:



e dire che questo è stato definito "un giorno triste..."
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Il consiglio dei ministri ha approvato all' unanimità il disegno di legge di riforma dedicato alla tv nel passaggio al digitale terrestre, presentato dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni con alcune importanti modifiche.
Il disegno di legge, infatti, prevede che Rai e Mediaset avrebbe dovuto restituire allo Stato una delle loro frequenze analogiche, con la possibilità di spostarle sul digitale.
Sicuramente da destra si griderà allo scandalo, alla dittatura, come soliti fare. Ma questa decisione non è altro che il risultato di una decisione della Corte Costituzionale del 1994 che dichiarò illeggitimo il possesso da parte di Mediaset di tre reti analogiche.
Le frequenze saranno messe all'asta dallo Stato e finalmente anche in Italia ci sarà un minimo di pluralismo nella TV.
Altri punti della proposta di legge sono:
Nessun editore tv potrà avere più del 20% ( 10/12 canali nazionali ) della capacità trasmissiva sul digitale.
I soggetti che superano la soglia del 45% delle risorse pubblicitarie vengono considerati posizioni dominanti, si tenta cosi di redistribuire meglio la raccolta pubblicitaria.
Il "sistema di comunicazione integrato" introdotto da Gasparri, sotterfugio poer far si che Mediaset potesse avere 3 reti e tutta la pubblicità che voleva, viene CANCELLATO
Le tv non verranno più multate, ma a loro si applica la misura di riduzione dell'affollamento orario della pubblicità dal 18 al 16%.
Finallmente una riforma seria, una delle riforme che tanto aspettavo da questo Governo e che riduce il duopolio Rai / Mediaset, che negli anni del governo di destra era diventato un monopolio dell' informazione.
Ed ora IL CONFLITTO DI INTERESSI.
Ho trovato le nuove classifiche della Freedom House, organizzazione no-profit, che si definisce cosi: "a non-profit, nonpartisan organization, is a clear voice for democracy and freedom around the world". Questa associazione classifica le varie nazioni del mondo in base alla libertà di stampa (clicca se vuoi leggere la classifica). L'Italia nel 2006 è risultata 79° insieme al Botswana, subito dopo la Mongolia e poco prima della Rep. Domenicana, e il giudizio che ci viene dato è di essere un paese "parzialmete libero".
E dire che per molti il conflitto di interessi è solo un' invenzione dei comunisti...
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